Elvio Chiricozzi - Ritroverai le nubi

35 GBP

120 pages, Color Offset
cm 17x24
120 pages
language ita/eng
First Edition
London 2016
ISBN TBD

Catalogue's Exhibition, London - July, 1 2016 / Ocyober, 8 2016

Clouds are a recurrent theme in Chiricozzi’s most recent works. He never gives in to the artifices of a Baroque or decorative style but rather tends toward an increasing coherence, without any type of caesura, moving through the use of a variety of techniques and materials. Each sky, each cloud, whether placed on a wall or on the floor, blocks in time a single, unrepeatable atmospheric instant in our sky. For the artist, clouds are both manifestation of Nature and acts of thought. They are the artistic form of mental aspiration, daydreams triggered by life. Clouds take shape if many of their elements, writes Lucretius in De Rerum Natura(1st century BC), flying high in the sky at a certain point come together […] held together by air. In this way they first form small clouds and then these join to become more and more numerous. They grow continuously and these are blown about by the wind which transforms them into a violent storm (Book VI, 3). And the large work entitled, Nulla è rimasto immutato fuorché le nuvole (Nothing is unchanged except the clouds, 2015) portrays precisely a “violent storm” the baleful meteorological variable that strikes without apparent reverses of dynamism. Once again the title contains a literary reference, this time to a quote found in Walter Benjamin’s Esperienza e povertà (Experience and poverty, 1933) written following the destruction of World War I and the ascent of the Nazi-Fascist regime.

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Catalogo della Mostra, Londra 1 Luglio, 2016 / 8 Ottobre 2016

Come estratto dal saggio critico di Lorenzo Respi all'interno del volume, "Nella produzione più recente di Chiricozzi le nuvole sono un tema ricorrente, che non cede mai agli artifici di uno stile barocco e decorativo; al contrario, esso si sviluppa sempre coerente, senza cesure di genere, declinato attraverso l’uso di tecniche e materiali differenti. Ogni cielo, ogni nuvola, allestiti a parete o a terra, ferma l’istante unico e irripetibile di una condizione atmosferica del nostro cielo. Per l’artista le nuvole sono sia manifestazioni della Natura sia atti del pensiero, sono la forma artistica dell’astrazione mentale, sono quel sogno ad occhi aperti che scaturisce dal vissuto. “Le nuvole prendono corpo se molti loro elementi – osserva Lucrezio nel «De Rerum Natura» (I secolo a.C.) – volando in alto nel cielo a un tratto si uniscono [...] tenuti insieme dall’aria. Così si formano prima alcune piccole nubi che tra loro si aggregano sempre più numerose crescendo continuamente, e sono preda del vento che le trasforma infine in una violenta tempesta” (Libro VI, 3). Ed è proprio la “violenta tempesta” la variabile meteorologica funesta che investe senza apparenti rovesci il dinamismo della grande opera intitolata  Nulla è rimasto immutato fuorché le nuvole (2015). Ancora una volta, nel titolo, un riferimento letterario tratto da un passo di «Esperienza e povertà» che Walter Benjamn scrisse nel 1933 dopo le distruzioni della Grande guerra e l’ascesa dei regimi nazifascisti. [...]"