Si Tiene Pegno in Guardaroba

35 GBP


Author
Fiorenzo Catalli & Roberto Fuda
Language
Italian
Details
300 pages, Color Offset
cm 17x24, First Edition
London 2014
ISBN TBD

Exhibit place / Florence, State archives (Dicember, 6 2014 – January, 10 2015)

Gold coins bearing the House of Este countermark in the Medici coin cabinet

The excitement of bringing to light real people and real events from the pages of a manuscript, a document, or the careful study of a group of coins—in this case we follow a trail of events which began in Modena and led, after a brief Venetian sojourn, to Florence, where it concluded within the walls of the old Monte di Pietà.

The heirless death of Alfonso II, Duke of Modena and Ferrara, had reignited papal ambitions to bring Ferrara back within the fold of the Papal States’ possessions. It was thus that the House of Este moved from Ferrara to Modena, a move that brought with it dire repercussions for the duchy’s finances and a consequent economical crisis which drove Cesare d’Este, not recognized by the church as a legitimate Este descendant, to mortgage jewelry and coins from the family collection to the Monte di Pietà of Venice, first, and then to the Monte di Pietà of Florence.

In 1646, the group of goods deposited, which also included the family coin collection, was finally, definitively released. At the same time, the interests of the avid collectors Grand Duke Ferdinando II and cardinal Leopoldo de’ Medici were sufficiently piqued to bring the two to acquire a substantial group of those Greek, Roman, and Byzantine coins for the Medici coin cabinet.

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Catalogo Mostra in Firenze, Archivio di Stato (6 Dicembre 2014 – 10 Gennaio 2015)

Monete d'oro con la contromarca di casa d'Este nel Medagliere Mediceo

Ancora una volta si rinnova qui l’emozione provocata dalla scoperta di fatti e personaggi reali tra le pagine di un manoscritto, di un documento o dall’esame attento di un nucleo di monete. Si tratta in questo caso di una vicenda partita da Modena e conclusasi , dopo una parentesi veneziana, a Firenze tra le mura del vecchio Monte di Pietà.
La morte senza discendenti di Alfonso II, duca di Modena e di Ferrara , aveva riacceso le mira del Papato intenzionato a far rientrare proprio Ferrara tra i possedimenti dello Stato della Chiesa; avvenne cosi il trasferimento della Casa d’Este a Modena con una grave ripercussione sulle finanze del Ducato ed una conseguente crisi economica, che spinse proprio il discendente non riconosciuto dalla Chiesa, Cesare d’Este, ad impegnare gioielli e monete della collezione di famiglia presso il Monte di Pietà di Venezia, prima , e presso quello di Firenze, poi.
Al momento del definitivo riscatto, nel 1646, dell’ultimo nucleo di pegni, comprendenti anche la collezione di monete , prevalse l’interesse collezionistico del granduca Ferdinando II e del cardinale Leopoldo de Medici in modo che un consistente nucleo di quelle monete greche, romane e bizantine furono acquisite nel Medagliere mediceo.